Totò Castelli e l’irrefrenabile risosità dopo il doppio pensionamento

È andato due volte in pensione, lo stesso anno. Ma non dal riso e non da Rosa. Le stranezze fanno parte della sua storia, della sua identità. Su Facebook, giusto per restare in tema, ha due profili. Il primo profilo è intestato a Totò Castelli (nella foto di presentazione, indossa un cappello e sorride). Il secondo profilo porta il nome di Salvatore Castelli (nella foto di presentazione è più serio, ed è senza cappello; nell’immagine di copertina suona la chitarra). Le informazioni sulla persona, sul professionista, sull’artista, sull’uomo, sul personaggio, sono le stesse. È originario di Racalmuto, dove è nato nel 1950, ma da una vita abita tra gli inebrianti profumi delle arance di Ribera.


È molto noto per il suo modo di essere, per le sue svariate attività, per le sue passioni, per la sua originalità, per il suo impegno, per la sua personalità, per i suoi scritti, per i suoi scatti. E lo conoscono soprattutto come Totò, per come preferisce farsi chiamare.
Totò Castelli è giornalista, fotogiornalista, umorista, cantante-musicista, operatore culturale e tanto altro. È stato corrispondente per il Giornale di Sicilia, ricorda, per 46 anni. E per quasi lo stesso arco di tempo funzionario al Comune di Ribera (da responsabile dei Servizi Demografici, conosce vita, morte e anche miracoli del paese che lo ha adottato). Lo scorso anno è stato collocato in pensione, come corrispondente del quotidiano palermitano e come pubblico funzionario. Ma non dalle altre attività, compresa quella di promotore e suscitatore del riso involontario.
Totò Castelli, ad esempio, canta. E ha un suo pubblico di estimatori. Adora Rosa Balistreri, che ha conosciuto e frequentato e che da sempre propone in concerti da solista, lui e la sua chitarra, con una voce e una carica emotiva che ti arrivano al cuore come ho avuto modo di sentire io stesso alla presentazione del libro Chi nicchi e nacchi (nelle scorse settimane è stato nella biblioteca comunale di Cianciana e nella chiesa Immacolata di Ribera a cantare brani di ispirazione religiosa proprio della sua amata Rosa Balistreri).



È vicepresidente dell’Auser, associazione degli Amici della Terza Età, con cui organizza diverse iniziative, una tra queste il premio nazionale di poesia “Una poesia per la pace” dedicato a Giuseppe Ganduscio.
Per dieci anni ha diretto il periodico satirico “Ribera, città del riso” oltre a collaborare con Teleacras, Tele Radio Monte Kronio di Sciacca, Radio Torre Ribera, L’Amico del Popolo e Momenti. Ha alle spalle pubblicazioni contenenti raccolte di sue foto “risose”. La prima mi si è adagiata tanti anni fa tra le mani e l’ho sfogliata con diletto: “Solo gli stupidi occupano l’entrata. La letteratura delle saracinesche” (Edizioni Momenti), una carrellata di immagini con frasi divertenti scritte agli ingressi dei garage. L’ultimo libro è “Foto Totò”, sempre per Edizioni Momenti.

Castelli ha un archivio fotografico immenso che di tanto in tanto riversa sui suoi due profili Facebook, regalandoci i suoi ricordi e brani di memoria collettiva. Tuffi nella memoria. 

Nel dopo Befana (sabato 8 gennaio 2017, per gli storici), è stato protagonista di una serata a Ribera, dal titolo “Una foto… un sorriso”. Al Club Cappelli di Paglia, sono state proiettate immagini curiose e divertenti scattate in giro per la Sicilia in quarant’anni.  Un pomeriggio di umorismo involontario (o come dice Totò “risoso”), presentato dal presidente del club Emanuele Siragusa, ex sindaco di Ribera, ma anche ex presidente della ormai ex Provincia Regionale di Agrigento. 


Sono state proiettate le migliori immagini che hanno fatto parte delle mostre fotografiche “Solo gli stupidi occupano l’entrata”, “Muràlia” e “Fruttuosa diversità”. Il pubblico si è divertito molto alla lettura di frasi disarticolate e immagini davvero bizzarre, alle sgrammaticature di donne e uomini innamorati, e alle stranezze di una pazza (o creativa) natura. Anche Totò Castelli ha riso, rivedendo per la milionesima volta i suoi scatti e sentendo la “risosa” partecipazione degli spettatori. 



“Il pensionamento mi ha fatto rinascere a una nuova vita – ha dichiarato il giornalista Castelli al collega giornalista che lo ha avvicinato al freddo per una dichiarazione a caldo –. Mi ha dato una nuova carica per dedicarmi a quelle attività a cui avevo in parte rinunciato. Sto portando in giro un concerto con le canzoni di Rosa Balistreri, sto preparando nuove pubblicazioni e l’uscita, quanto prima, del periodico satirico Ribera città del riso”.

Insomma, Totò Castelli si è presentato più “risoso” che mai. E, col tempo, minaccia, avrà ancora più “risosità”. I riberesi in primis e poi tutti i siciliani sono avvertiti. 
Raimondo Moncada
www.raimondomoncada.blogspot.it

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