Allarme secessione, ora tutti si vogliono staccare

Il voto del referendum lombardo-veneto, sull’autononia delle due regioni, avrà degli imprevedibili effetti emulativi a cascata, a tutti i livelli. I segnali si colgono tutti, come quando la terra comincia a tremare sotto i piedi e attorno alle mani e vai fuori di testa. 

Le altre regioni già scalpitano e sono pronte a seguire l’esempio delle regioni del nord: “Autonomia pure per noi!”

Pure la Sicilia chiede la sua autonomia, dimenticando di essere già autonoma per Statuto non ordinario ma addirittura speciale. 

Anche le cosiddette città metropolitane presenteranno la loro richiesta di autonomia dalle regioni autonome, così come tutte le città capoluogo. Tremano le unioni dei comuni, anche le unioni fresche fresche di unione: “Ognuno per la propria strada!”.

Staccandosi le unioni, seguiranno l’esempio tutti i comuni con gli annessi e i connessi. Chiederanno la libertà dai Liberi Consorzi dei Comuni (ex Province Regionali) che una legge ha provato a cancellare e poi ricostituire e poi cancellare e poi ricostituire… 

I quartieri, già da tempo per la verità, reclamano maggiori poteri dai Municipi centrali. Ogni Comune dovrà dunque cedere poteri al proprio territorio a fette. Le città, i paesi, saranno così divisi a ZAZÀ, zone autonome dalle zone autonome, secondo i confini che ogni quartiere geograficamente si è dato rispetto ai confini dell’ente locale da cui c’è stata storicamente la dipendenza. Discorso a parte deve essere fatto per le periferie e le zone di nuova espansione. In questo caso saranno degli esperti saranno incaricati a vita ad aggiornare giorno dopo giorno il continuo e giornaliero mutamento dei confini. 

Si registra, intanto, lo stato di agitazione dei comitati di quartiere che presto prenderanno il potere. Sono in agitazione per le puntuali richieste giunte dagli amministratori condominiali. Reclamano da un lato l’indipendenza dei propri condominii amministrati per legge, dall’altro lato stanno facendo i conti con i singoli condomini che a ogni riunione battono i pugni per ottenere l’indipendenza dei propri appartamenti dalla centrale amministrazione condominiale. E le famiglie non è che se la passano tanto serenamente. L’unità del nucleo familiare è minata da rapporti non proprio idilliaci tra i componenti: tra mariti e mogli e tra genitori e figli: ognuno pretende il proprio spazio di libertà. Ogni singolo uomo e ogni singola donna, poi, combattono contro quella parte di sé che vuole fare una cosa mentre l’altra parte ne vuole fare un’altra. L’unica soluzione, dunque, partendo dal singolo individuo, è la scissione da se stessi. Solo scindendosi si troverà l’agognata pace. La mano per una strada, il piede dall’altra, la testa non si sa dove. 

Raimondo Moncada

www.raimondomoncada.blogspot.it 


(Immagine presa da internet)

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