“Io prendo un genovese”.Il mio orecchio distratto si orienta verso la fonte del suono che ha articolato questa richiesta dentro un bar di Sciacca. È una donna sui settant’anni, distinta, ben vestita, ben truccata, capelli ben sistemati, parla bene l’italiano, sembra allittrata, molto più allittrata di me che io parto dal siciliano per arrivare all’italiano.... Continua a leggere →
Il siciliano non è una lingua
“Il siciliano è un dialetto non una lingua”. Un’affermazione non di una persona qualsiasi ma di una esperta di linguistica e dialettologia, preparatissima, che mi ha tanto colpito perché ho sempre considerato il mio siciliano una lingua a tutti gli effetti (la mia lingua madre) e non un dialetto nel significato negativo che negli anni... Continua a leggere →
Mischini Rai, Eredità e Flavio Insinna
Contesto l’Eredità. Contesto Flavio Insinna per quello che ho visto e ascoltato nella puntata di oggi 6 febbraio 2023. “Mischinu” nella lingua siciliana significa più di “poveretto”, ha dentro qualcosa che la parola italiana non restituisce, non dice. Mischina! Davvero mischina, assai assai. La lingua italiana, in questo caso, si dimostra “poveretta”. In nome dei... Continua a leggere →
Lingua troppo maschia
Se una donna che ha un ruolo, una posizione, una professione di gran prestigio, nel privato e nelle istituzioni, vuol essere chiamata muratore, fabbro, avvocato, dirigente scolastico, segretario comunale, notaio, direttore, ministro, architetto, ingegnere, ecc., pur sapendo della svolta dei linguisti e dei grammatici e dei sintatticisti e vocabolaristi, è in errore? E mi chiedo... Continua a leggere →