“San Josefito”, lo cunto del santo Esputazador e la historia degliumidi Esputazzadi

È successo! Nel senso grammaticale che è accaduto. La cosa non si deve dire prima. Sarà una sorpresa per il pubblico dell’ottava edizione dello Sciacca Film Fest che, dall’11 al 17 settembre 2015, proporrà cinema di qualità ma anche teatro, musica, arte, con registi e attori di rilievo, provenienti anche da paesi arabi. E ci saranno pure gli indigeni, cervelli che non emigrano o non vogliono emigrare rimanendo saldi nella testa dei siciliani in Sicilia. 


Tra gli eventi di punta, come evento collaterale, di quegli eventi che incidono in profondità con potenti effetti collaterali, c’è l’atteso spettacolo del gruppo di Apertura a Strappo. Ha per titolo “San Josefito” ed è tutto ambientato nella nota località di Puerto de Tierra. Si narra il Cunto de lo Santo Esputazador e la historia degli umidi Esputazzadi
L’appuntamento è messo in calendario nella brochure ufficiale per lunedì 12 settembre 2015 con inizio alle ore 22,00 nel capiente Cortile Orquidea (in una foto-locandina di Apertura a Strappo è segnato alle 21,00, ma si troverà una via di mezzo grazie a una mediazione con gli organizzatori). 

“San Josefito” è uno spettacolo tra recitazione e danze con i ritmi travolgenti del tango, del flamenco, e quelli avvolgenti del telapongo. Viene usato un linguaggio al sugo mescolato che, per farsi meglio capire, mischia italiano, spagnolo e siciliano. El favoloso cunto narra vicende tra lo spiritoso, il satirico, l’umoristico, l’ironico e il coconato, in cui irrompe per la prima volta in Italia anche la tematica Gender che tanto farà discutere. Lo spettacolo è aperto, rivolto a un vasto pubblico di ambo i sessi (anche il terno può entrare) che non starà di sicuro con le mani in mano e i piedi piantati per terra.

E veniamo alla sorpresa che verrà svelata a sorpresa durante la rappresentazione: sarò fisicamente dello spettacolo. Apparirò di sorpresa, senza che nessuno se lo aspetti impersonando la popolare figura di Omelio de Crocifixion


Conoscendo le mie origini spagnole, de la Catalogna, e la mia attrazione per la mela cotogna, il regista Giorgio D’Amato mi ha inviato prima una delegazione composta da parlanti una lingua a me sconosciuta per propormi la parte. Non me lo sono fatto dire due volte e neanche una, non capendoci nulla. Non ho fatto parlare nessuno degli ambasciatori dopo la pronuncia della prima incomprensibile parola: tu! Giorgio D’Amato mi ha allora inviato messaggio privato tradotto in tutte le lingue col traduttore gratuito di Google. Ho capito che Giorgio mi invitava a far parte dell’evento e così è stato e così sarà nei secoli dei secoli finché Josefito non ci separerà. Un puro piacere!

Sono davvero felice e onorato. 

Con tutta la simpatica carovana di Apertura a Strappo (collettivo letterario, laboratorio, editoria, festival letterario itinerante…), che annovera artisti e creativamente folli amici, ci siamo conosciuti per caso lo scorso giugno, sempre al cortile Orquidea, in occasione del Letterando in Fest, durante due nostri distinti spettacoli, entrambi umoristici (noi ci siamo divertiti). Io parlavo lo spagnolo-bagherese, loro il bagherese-spagnolo. Ma ci siamo capiti subito col Google Traduttore, applaudendoci e ripromettendoci di fare un giorno qualcosa assieme. E il giorno è arrivato. Chissà ora come andrà a finire durante la raccolta di sugosi pomodori!? 
Che lo Esputazador  ci inondi di bagnata fortuna. 

Raimondo Moncada 
www.raimondomoncada.blogspot.it 

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