Condividi e firma anche tu. SE CAMBIA IL TEMPO, CAMBIAMO TUTTO IL RESTO! È lo slogan che accompagna la proposta per spostare il Natale almeno di un mese, da dicembre a gennaio. Così, almeno, la neve artificiale del presepe coinciderà con la neve vera che cadrà nelle nostre località di neve. È un colpo al cuore vivere la Santa ricorrenza, per tradizione al freddo e al gelo, con le maniche corte.
Spostiamo anche l’estate. Facciamo cominciare la calda stagione non a luglio, ma nel periodo compreso tra settembre e ottobre. Così, quando andiamo in spiaggia, ci abbronziamo e non ci raffreddiamo.
Se vuoi che il tempo reale riappatti con le naturali stagioni (inverno ed estate, perché da tempo sono scomparse le mezze stagioni) non teniamo più conto dei mesi e del calendario che, ormai da tempo, hanno fatto il loro tempo.
Una proposta fuori di testa, così come fuori di testa, di una pazzia preoccupante, cronicizzata, è il mutamento climatico: fa freddo quando deve fare caldo e fa caldo quando deve fare freddo. Non si capisce più nulla. Può anche succedere, nella follia, che sposti il fine anno a gennaio e che poi l’inverno arrivi ad aprile, in piena primavera. Meglio allora non firmare la petizione e far fare tutto al tempo, lasciando le feste dove sono. Ci adegueremo e qualcuno potrà inventarsi i presepi con gli ombrelloni.
Come non detto.
Raimondo Moncada
www.raimondomoncada.blogspot.it

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