Il sud diventerà nord e il nord sud

L’Italia è “una e indivisibile” dice la Costituzione, dove c’è un nord che si sente nord e un sud che vorrebbe sentirsi e anche essere nord. E allora cambiamo i punti cardinali. La geografia è un’opinione. Da domani il nord si chiamerà sud e il sud si chiamerà nord. Questa la mia proposta di riforma della carta fondante della nostra Repubblica. 
Cosa cambia? Nella sostanza nulla. Ognuno starebbe al suo posto. Chi abita in Sicilia, in Calabria, in Puglia, in Basilicata, continuerà ad abitarci e a viverci come sempre. Così chi abita in Veneto, in Emilia Romagna, in Lombardia, in Valle D’Aosta, in Trentino Alto Adige, continuerà a stare e a lavorare in queste regioni come ha sempre fatto. Cambia solo il nome del punto cardinale, della localizzazione geografica. Il trentino, il lombardo, il veneto, l’emiliano, il romagnolo, dovrà definirsi per legge un meridionale del sud, mentre un siciliano, un pugliese, un calabro dovranno definirsi settentrionali del nord. 
Si può fare! È solo una formalità. La localizzazione geografica è solo un punto di vista a cui si è voluto dare sostanza. 
L’universo non è rigido, così come il pianeta Terra. Se cambiamo il punto di vista, e osserviamo il mondo dall’altra parte, il sud diventa nord e il nord diventa sud. Nella sostanza non cambia niente, cambiano solo le parole, i contenitori, le scatole dentro cui siamo carcerati. Come disse quel genio folle di Einstein: “Tutto è relativo”, per cui e per la quale anche un meridionale può fregiarsi del titolo di settentrionale anche senza alcuna copertura legislativa. Siamo italiani, no? Uguali da nord a sud. 
Proviamoci, contro il razzismo geografico. Io già mi sento settentrionale del sud oltre che meridionale del nord e, da italo-siciliano, è una sensazione bellissima. 

Raimondo Moncada
www.raimondomoncada.blogspot.it

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