Compà, pensa alle brasiliane

C’è un amico che vuole andare in Brasile. E non per il Brasile, ma per le brasiliane. E non ci vuole andare da solo. 
“Ci devi venire pure tu”, mi ha proposto e non una sola volta, ma con l’insistenza dello stalker. 
Lui c’è stato tanti anni fa con un progetto universitario e ha conservato un bellissimo ricordo di quell’esperienza in una terra meravigliosa. Sente ancora i suoni della foresta amazzonica e del Rio delle Amazzoni e i rumori delle città. 
Per farmi capire che fa sul serio, che oltre alle parole vuol passare ai fatti, mi ha inviato due messaggi su Whatsapp con due screenshot della sua attività di ricerca con voli, orari, costi, fattibilità del progetto che abbiamo battezzato “Tutto il bene del Brasile”. 
Nel primo messaggio mi scrive: “Sto cercando voli da Palermo a Fortaleza. Se desideri un’altra destinazione dimmelo”.
Nel secondo messaggio aggiunge: “Anche Recife non sarebbe male come meta…”
Mi mette così tanta curiosità che cerco su Google sia Fortaleza sia Recife. Non sono preparato. Non sono mai stato in Brasile. Ho solo un amico siciliano che me lo ha raccontato, un altro amico che prima dell’epidemia del COVID trascorreva più tempo a Salvador de Bahia che in Sicilia.
Consulto il sito di viaggi Expedia.it. Di Fortaleza mi dice in sintesi che è “una meta popolare in Brasile per gli amanti della spiaggia: acque tiepide, sport acquatici, vivace vita notturna e un’interessante scena culturale”.
Cambiando l’oggetto della ricerca, Expedia mi invita a prendere in considerazione la seconda proposta: “Parti alla scoperta di Recife: il patrimonio culturale, le splendide spiagge e i monumenti sono solo una parte di quello che ti aspetta!”
La curiosità monta sempre di più. Il Brasile merita più di un pensiero per la sua storia, le sue tradizioni, la sua cultura, la sua gente, i suoi colori, la sua umanità, la sua allegria. E, a parte ogni facile allusione in uno scherzoso scambio di battute tra maschi, è questo il fine ultimo del mio amico: un viaggio in un altro mondo che ci faccia stare bene; un viaggio terapeutico, sciamanico, per togliersi di dosso, dal corpo e dalla mente, ogni brutto pensiero, ogni negatività, ogni briciolo di stress, ogni contingente malessere: una scossa di vita per purificare lo spirito. 
Le brasiliane, intese come ballerine che danzano la grande allegria del mitico Carnevale del Brasile con la loro sinuosa e variopinta bellezza a ritmo di samba, non sono altro che una metafora della felicità per sdrammatizzare l’attuale momento. Tradotto dal codice maschile, sono delle carezze, una cura per noi stessi che molto spesso ci trascuriamo. È ritrovare, in un momento in cui ci è pure impedito di viaggiare, un luogo di spensieratezza dove poter scherzare, rilassarsi, divertirsi, sorridere, vivere felici. 
Il consiglio quotidiano del mio amico, per tirarmi su, è sempre: “Compà, pensa alle brasiliane!”. Un consiglio che ora ho fatto mio e che rivolgo anche a lui perché ne ha tanto bisogno. 

Raimondo Moncada

  

Persone foto creata da master1305 – it.freepik.com

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