In nome degli amici di Putin miei connazionali chiedo che in Italia venga finalmente importato il suo sistema così tanto esaltato. Così almeno lo proviamo direttamente, sulla nostra pelle.
Chiedo, per cominciare, che vengano censurati i social, passati al setaccio i contenuti di ogni utente e punire chi non è allineato, chi la pensa in maniera diversa da chi comanda. Ma, a pensarci bene, è meglio chiuderli.
Chiedo che ogni testata giornalistica non sia indipendente ma scriva sulla carta stampata o legga in radio o nei telegiornali, paro paro, il testo delle veline del Governo, ovvero l’unica verità possibile e riportabile anche se non rispondente ai fatti. Chi fa di testa sua va punito. Ma, a pensarci bene, meglio chiuderle.
Chiedo che ogni pubblica manifestazione di dissenso venga soffocata, in piazza, nelle strade, nei bar, ovunque. Chi non la pensa come il Governo deve essere arrestato. Ma meglio incarcerato e isolato dentro una gabbia, a pensarci bene.
Ho tante altre richieste che in questo momento non espongo perché, scrivendo, mi è sorto un dubbio non di poco conto: e se in Italia dopo l’introduzione del sistema Putin ci fossero al Governo persone che non la pensano come gli instancabili sostenitori quotidiani di ogni azione e parola del presidente della Russia, ovvero i grandi amici occidentali di Putin che sono a favore della guerra in Ucraina e contro l’Occidente?
Raimondo Moncada

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