La moda del granchio alla pancia

La moda la possiamo decidere noi e non subirla. Perché alla fine diventiamo schiavi della moda, decidono gli altri per noi. Qualcuno, ad esempio, si è fatto bucare il naso per inserirvi un anello e tanti altri, per distinguersi come il primo, per essere unici, e diversi dalla massa, hanno emulato il gesto con la conseguenza che dopo qualche anno vedi in giro una massa di giovani e meno giovani con l’anello al naso e tu, che non ce l’hai ti ritrovi a essere diverso, a distinguerti perché sei l’unico a non averlo. E così avviene per tutto il resto. 

Oggi, ad esempio, ho sentito (mi sembra assurdo) che quest’anno andrà di moda il bianco pelle, rimanere più candidi possibili nella sensibile epidermide, non abbronzarsi, non prendere il sole, che significa non andare al mare per evitare ogni possibile contatto con i raggi trasparenti e traditori (e anche con chi è abbronzato perché – per chi ci crede – ci potrebbe essere un contagio abbronzante). 

Ognuno si inventa la moda che vuole, come i jeans strappati, come il piercing alla lingua o ai genitali, come la barba lunga, come lo zainetto alle spalle alla Heidi, come i capelli rasati, come le sopracciglia a baffo, come un intero corpo coperto di tatuaggi, come il granchio alla pancia al posto della tartaruga, come gli occhiali da vista senza lenti graduate, come la coppola rossa in testa (che potrebbe dare vita alla fiaba del Coppoletto rosso), come armarsi e fare la guerra. Puoi decidere quello che vuoi, anche le cose più bizzarre. Come per esempio, decidere che le vere vacanze salutari non siano più in montagna, non siano più in spiaggia, non siano più a bordo piscina, non siano più dentro una SPA, non siano più sul divano col cellulare in mano, ma al fresco di un reparto di ospedale, assistito in ogni minuta esistenza dal personale medico e infermieristico che per noi, e soprattutto per moda, non andrà più in ferie. 

Non c’è ormai limite a niente. 


Raimondo Moncada


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