L’incubo Sanremo

Un incubo al risveglio: “Comu fu? Comu potti essiri?”

Ieri sera mi ero addormentato tra sogni d’oro assegnando la vittoria a Giorgia e questa mattina ho aperto gli occhi col trionfo di Olly e le lacrime di Giorgia. Bene! Per me Sanremo finisce qua. Anzi, è finito ieri sera, sabato 15 febbraio 2025, alle ore 23,23 dopo l’esibizione di Giorgia.

Prendo atto di quanto accaduto, accompagnato da sinfonici fischi (l’incubo non è stato provocato dal panino con le panelle mangiato a cena). La vittoria di Olly ha decretato la mia inadeguatezza anagrafica a seguire fino alla sua conclusione questa storica competizione canora che seguo da Nilla Pizzi.

E poi che pretendo? Dopo Nilla non ho mai più televotato con quel numeretto da digitare, col codice cantante da inserire, con il costo a chiamata e per un massimo di tot chiamate, con le istruzioni da seguire, con l’informativa da leggere: camurria!

Dicono che televotano le ragazzine. Sono loro a decidere ormai il destino di Sanremo, di Amici della De Filippi, dell’intero mondo sempre più telecomandato.

Mi ritiro, vecchio e deluso, cantando con le mie corde stonate La cura per me di Giorgia applaudita, tra le sue lacrime, dal pubblico del teatro Ariston: “Hai vinto tu!”.

Letto, approvato e sottoscritto

Sciacca, 16 febbraio 2025, ore 7,40


R𝑎i𝑚o𝑛d𝑜 𝑀o𝑛c𝑎d𝑎

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