
Viviamo il Natale con il trucco. Se non vediamo festoni, vetrine illuminate, piante dalle foglie rosse, per noi non è Natale o è poco Natale.
E che cos’è Natale allora?
Non è il filo con le luci a intermittenza.
Non è il panettone.
Non è il presepe.
Non è la cornamusa.
Non è la tombola.
Non è il pupazzo invecchiato e con la barba bianca.
Non è la palla più grande e più colorata.
Non è il vestito delle belle occasioni.
Non è il regalo incartato.
Non è il cucù.
Sì, va bene, ma che cos’è il Natale?
Te l’ho già detto. È Natale quando togli il trucco. È quello che resta. È l’essenza, se la vedi, se la senti, se la rivivi ritornando indietro di 2023 anni e chiudendo gli occhi, facendo silenzio, entri in una grotta povera, buia, fredda, senza niente, perché le altre sistemazioni più confortevoli, più umane, piu solidali, più natalizie, furono negate.
Però con il presepe, le lucine, gli alberi, le vetrine con gli auguri, i nastrini con i fiocchi scintillanti ai pacchi, il panettone al pistacchio, i cannoli di ricotta, le musichette, è più bello. C’è chi non ha questa fortuna, questo gran dono.
Raimondo Moncada
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