San Francesco ferma le guerre

San Francesco di qua, San Francesco di là. Tutti a tirarlo per il saio nell’ottocentesimo anniversario della sua morte.
San Francesco è stato radicale, molto scomodo. Ha abbandonato tutto, si è denudato di ogni sua ricchezza e ha seguito umilmente alla lettera la parola del Vangelo. Così radicale da essere pure combattuto.
“Ma cu è? Chi voli?”.

Metteva in difficoltà con la sola presenza chi non era come lui perché lui praticava ciò che predicava: semplice, trasparente, puro.
Era così rivoluzionario che predicava la pace in un mondo a cui piaceva far la guerra. Come oggi.

Difficile mettersi nei suoi panni, imitarlo. La sua poverissima veste ha un peso che solo chi ha una fede come la sua può davvero indossare. La santità appartiene davvero a pochissimi, e non li sappiamo neanche riconoscere. Li scherniamo pure, come capitò a lui. E poi quando non ci sono più li facciamo santi.

San Francesco, senti che ti dico: solo tu puoi rimettere oggi tutto a posto. Con la potenza delle tue sole armi, rasserena gli animi e fai la guerra agli uomini di guerra con la tua parola di pace.

Attendo fiducioso (senza i tuoi panni: ci ho provato come vedi, ma non ne sono degno).

Raimondo Moncada

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