Gramellini: il sorriso è l’immagine più autentica della leggerezza

“Ridere e sorridere sono gesti diversi, quasi opposti. Due mondi. Si ride con la pancia, si sorride con la testa. In casi più rari, col cuore”. È l’incipit di un articolo pubblicato sul quotidiano La Stampa da Massimo Gramellini, giornalista, autore di diversi libri tra cui il romanzo Fai Bei Sogni (Longanesi) che tanto successo ha riscosso.  

Massimo Gramellini dà una sua chiave di lettura del celebre sorriso della Monnalisa nel celebre quadro di Leonardo: “Ho cercato tanto in giro il suo sorriso, trovandolo di rado, forse per colpa dei miei occhiali”. 

Parla poi della comicità di Totò e Alberto Sordi e dei film di Woody Allen. Per Gramellini è stato di “grande insegnamento” la visione de “La dea dell’amore”: “Un susseguirsi esilarante di battute fini per le quali in sala mi sembrava di ridere, o sorridere a voce alta, soltanto io. Ma appena Woody chiese alla prostituta Mira Sorvino se per caso fosse nata a Vaccopoli, dei tizi dietro di me esplosero in uno sghignazzo irrefrenabile”.   


Chiude, quindi, con questa riflessione: “Mi sono cacciato in un sentiero pericoloso: il sorriso come esclusiva degli snob esangui e acculturati, mentre i barbari affrontano la risata di petto, proprio come la vita. In realtà il sorriso sarebbe ben poca cosa, se fosse solo un tic intellettuale. Invece è uno scudo con cui deviare i colpi del destino. Sapere sorridere di se stessi è un calmante e al contempo un antidepressivo. Se la risata rappresenta uno sguardo critico o liberato sul mondo, il sorriso rimane anzitutto uno sguardo su se stessi. Un modo per ripiegarsi e rivelarsi. Diffidate dei tronfi che contrabbandano la pesantezza per profondità. La vera profondità, insegnava con l’esempio Italo Calvino, si raggiunge nella leggerezza, di cui il sorriso è l’immagine più autentica”.

La foto è tratta da Wikipedia

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