Le dimissioni di Roberto Mancini



Roberto Mancini sta pensando alle dimissioni. Sono stato l’unico in Italia e, modestamente, al mondo ad avergliele chieste attraverso questo blog e i social che contano tanto. 

Ora per la sua nazionale, per l’Italia, si fa difficile, tutto si complica maledettamente. I critici, molto critici prima della vigilia dell’Europeo, sono diventati tutti lodatori. 

“Il miracolo di Mancini!”

“Tutto merito di Mancini.”

“Mancini l’audace, il creativo.”

“Mancini che va dritto con le sue idee senza dare ascolto alle critiche e ai consigli di tanti altri illustri qualcosa”.

Ora ci siamo. Tutti nel mondo pallonaro ci considerano la squadra da battere. Tutti ci danno per favoriti alla vittoria finale dell’Europeo 2020 che si gioca nel 2021 e il cui risultato, forse, sarà metabolizzato nel 2022.

E Mancini, ascoltando i fraterni consigli di chi scrive, ha quasi deciso. Gliel’ho letto nell’espressione riflessiva in panchina durante la partita vincente e convincente contro il Belgio. 

Nessuno mi potrà dire: “Ora è troppo facile chiedere le dimissioni.”

Io, caro Roberto, ti ho chiesto le dimissioni prima di ogni vittoria della nazionale conquistata con le tue idee contestate, con le tue personali convinzioni contrarie a quelle degli allenatori di Facebook o di ex allenatori che si sono ritirati dal fare gli allenatori per i pessimi risultati in campo:

“Vai via adesso, prendi tutti in contropiede. Ora sei bravo, bravissimo, ma alla prima sconfitta tutti saranno contro di te e ti diranno: hai sbagliato! Non puoi essere allenatore dell’Italia. Avresti dovuto fare questo e quello. Il tuo principale errore è stato quello di non darci ascolto”.

Roberto Mancini scioglierà la riserva poco prima della semifinale con la Francia. Me l’ha promesso. 

Raimondo Moncada

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