Quel rifiuto di diventare Papa


Da Pio XII a Giovanni Paolo II. È andata in scena ad Agrigento la storia della Chiesa, con i suoi pontefici, dagli anni del regime fascista al tellurico anatema contro la mafia gridato da Papa Wojtyla nella Valle dei Templi. 

Una serata tra letteratura e musica, immagini e atmosfere di straordinaria sacralità e grande impatto emotivo, ha caratterizzato l’appuntamento dell’1 settembre del cartellone “Destinazione Agrigento – Estate 2021 – Notte dei musei”, promosso dal Comune di Agrigento e patrocinato dalla Regione Siciliana. 

Luogo dell’evento è stato il chiostro dell’ex Convento dei Padri Filippini. Una sorta di suggestivo palcoscenico a due passi dal teatro Luigi Pirandello, dove hanno risuonato le parole, le narrazioni e le evocazioni tratte dal libro di Andrea Cirino Quasi papa, un romanzo apprezzato anche da Papa Francesco. 

A dare voce alle parole del romanzo: Raimondo Moncada, Giusi Urso e Salvatore Di Salvo, direttore artistico della Associazione Culturale TeatrAnima e regista della rappresentazione che ha avuto il commento musicale del pianoforte del maestro Andrea Montana. 


La serata è stata aperta dall’intervento introduttivo del giornalista Salvatore Pezzino che ha conversato con Andrea Cirino sulle origini del romanzo che ha per protagonista un agrigentino diventato cardinale e quasi Papa. 


Presente un numeroso pubblico – con il sindaco Francesco Miccichè e gli assessori alla Cultura e al Turismo Costantino Ciulla e Francesco Picarella – che ha molto apprezzato il racconto per parole, musica e immagini, seguendo la rappresentazione di Quasi papa con religioso silenzio pure nelle sue dilatazioni recitative piene di tensione emotiva e di storia vera, vissuta, raccontata da Andrea, il protagonista agrigentino del romanzo di Cirino, che, indicato come Papa, oppone un netto rifiuto. Da leggere, da ascoltare. 

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