“Ma tu ce l’hai la fede?”
Un’amica me lo chiede ogni volta che mi incontra.
Me lo ha chiesto anche ieri.
Mi guarda negli occhi, mi fa la Tac, tasta il mio stato d’animo e poi mi incoraggia, anche perché sa cosa vuol dire, sa cosa si attraversa, sa come ti stravolge la malattia, sa non per averlo vissuto in prima persona sul proprio corpo, lo sa da mamma di un figlio che da ragazzo si è ritrovato dentro la tempesta.
“Che impressione quando, adolescente, gli abbiamo dovuto tagliare i capelli…” dice non riuscendo a trattenere il moto di commozione. Le si gonfiano gli occhi e mi guarda.
“Mi raccomando! Positività, ottimismo. Mio figlio adesso si laurea”.
“Sì, adesso sto bene e sto riprendendo gradualmente le mie vecchie attività. Dopo le prime settimane, quando un anno fa mi hanno dato la diagnosi, quando sono entrato nella mia stanza d’ospedale, quando ho iniziato la chemio, quando non riuscivo a trattenere le lacrime, mi è scattata dentro una molla. In quei momenti o ti fai inghiottire dal mare in tempesta o fai di tutto per salvarti, aggrappandoti a ogni mezzo. Scopri una forza che credevi di non avere. E oggi, anche se sono ancora dentro il percorso medico … ”.
“Ma tu ce l’hai la fede?”
Raimondo Moncada

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