Sacre ricorrenze

Ci sono delle date che vorresti nessuno toccasse. Ci deve essere solo quella, come una sacra ricorrenza, come la recente Festa della Repubblica. Non è che il 2 giugno ci puoi mettere che so… la finale di Champions League tra Ziti e Maritati (fidanzati e ammogliati).

E invece il 5 giugno, che per me è la data del mio primo e unico Sì, oggi va a coincidere con l’inizio di una nuova importante batteria di esami e visite mediche.

E che devi fare?
Rinunciare?
Non si può, anche se vorresti farne a meno (non ti abitui mai).

Per la laurea di mia figlia, un anno fa, mi trovavo a letto, in ospedale, intontito dall’intervento. Ricordo ancora il regalo di una giovane chirurga dell’ospedale Maggiore di Bologna che a sorpresa mi ha fatto entrare in una stanza da solo, facendomi trovare un mazzo di rose rosse per la neo laureata e un computer acceso, collegato col cellulare di un amico di famiglia presente alla discussione della tesi.

Ecco!
Ci sono tanti episodi di grande umanità, oltre che di straordinaria professionalità, in questo forzato percorso medico che ricordo intensamente e il cui libro si sta scrivendo giorno dopo giorno dentro di me.

Oggi è un altro giorno. È il mio anniversario di matrimonio, ricorrenza finora celebrata tra perette ed altro di non raccontabile.
Troverò il modo di festeggiare, non le sacre perette. Ma quel “Sì” detto con convinzione ed echeggiante felicità nella chiesa di Santa Lucia ad Agrigento che oggi è ancora più convinto confermando quel rito di promessa e quel sacro sentimento.

Raimondo Moncada

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