
Immagino 2023 anni fa, l’aprirsi improvviso di porte che erano rimaste chiuse e l’uscita di corsa verso la grotta dei miracoli:
“Perciò era il Salvatore?”
“Ma ce lo potevano dire!”
“Ma dovevate insistere e convincerci”.
“Ma che c’entra! Non è che uno apre a tutti, ai primi che bussano e chiedono: dateci loco”.
“E poi, anche se non vi abbiamo visto, ci siete sembrati blasfemi e poveracci”.
E tutti a precipitarsi con ogni tipo di dono, a chiedere perdono, a inginocchiarsi davanti al lettino di paglia di Gesù e poi ad abbracciare i genitori:
“Auguri!”
“Auguri!”
“Auguri!”.
A milioni, a miliardi, come nei gruppi di Whatsapp, ma senza emoticon, immagini e video.
“Dovete scusare per questa notte, ma non sapevamo che eravate voi”.
“Non lo abbiamo capito, altrimenti che vi facevamo fare questa fine? Senza calore, senza cibo…”
“Sareste entrati come i nostri migliori ospiti a godere del nostro camino, della nostra pasta con le sarde, del nostro agnellino a forno, dei nostri cannoli di ricotta e delle nostre giocate a carte”.
“Dovete scusarci. Gradite questo dono”.
“Auguri!”
“Auguri!”
“Auguri!”
“Però invece del bue, potevate mettere una mucca, per il latte e per le quote rosa”.
“Ora lo posto, mi piace, acchiappalike”.
“Ancora auguri!”
Tutti a parlare e la Sacra Famiglia a fare silenzio, avvolta dal Verbo, dalla Luce e dal Calore di un altro mondo.
Raimondo Moncada
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