Pirandello? Un genio infelice che ha fatto della sua infelicità la materia prima dei suoi capolavori.
Un Matteo Collura da applausi nella sua lectio magistralis sul premio Nobel, in una biblioteca Lucchesiana gremita con le più alte cariche istituzionali e autorità culturali di Agrigento.
Lo scrittore Matteo Collura ha restituito in un’ora di intervento la sua verità sul drammaturgo, sulla sua famiglia, sulle sue opere, sui suoi amori, anche quella sull’adesione al fascismo, senza più alcuna protezione morale. Tutto frutto dei suoi approfonditi studi che lo hanno portato a scrivere il saggio Il gioco delle parti da cui è stato tratto il film L’eterno visionario di Michele Placido.
Pirandello eterno fascista? Se invece di morire nel 1936 fosse morto più in là, nel 1942,1943, – ha detto Matteo Collura – è probabile che avremmo visto il drammaturgo agrigentino andare dall’altra parte, antifascista, come hanno fatto altri intellettuali.
Raimondo Moncada
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