Entro questa sera in farmacia per acquistare delle medicine quando mi vedo sorpassare da un uomo di qualche anno più piccolo di me.
Che cos’è quest’urgenza? mi chiedo.
Tutto eccitato l’uomo a me sconosciuto chiede al farmacista:
“Si può avere un test di gravidanza?”
“Sì, certo”
“Grazie”.
Il farmacista lo prende al volo, come se l’avesse a portata di mano. Lo incarta e dice all’uomo in attesa:
“Se vuole lo può scaricare…”
“Sì. Un attimo…”
Mette le mani in tasca, prende il portafoglio, cerca, non trova subito quel che cerca: “Abbia un attimo di pazienza…”
Poi non consegna la tessera sanitaria ma lo sento dettare quello che suona alle mie orecchie come un codice fiscale.
Paga, saluta tutti, anche me, ed esce. Tempo di avvicinarmi al bancone e me lo vedo di nuovo dietro le spalle. Chiede a tutti, anche a me: “Un negozio di fiori dove lo posso trovare?”
Diamo le indicazioni, del più vicino che però può anche essere chiuso.
Ringrazia, va via. Col farmacista commento: “Ha preso il test di gravidanza. Ma per chiedere del negozio di fiori è ormai sicuro del suo esito”.
“Già!”
Che bella la vita e l’emozione dell’attesa di una nuova vita. Auguri.
Raimondo Moncada
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