
Gli ultimi istanti dell’anno che sta per esaurirsi come una candela auguri tante belle cose: agli altri, ai familiari, agli amici, ma pensi anche a te stesso.
Sono istanti in cui la testa va in fibrillazione. L’anno che sta per esaurirsi non verrà più e sarà solo un ricordo, un cassetto nella memoria. Pensi a quel che è stato e contemporaneamente a quello che sarà, che desideri si avveri, che desideri non ritorni e scompaia per sempre.
E lo penso dedicandomi l’ultima passeggiata del 2022, prima della mia prima notte di Capodanno a Sciacca. E per appuntare il pensiero mi fermo nella terrazza di Piazza Campidoglio: davanti a me ho l’oscuro infinito del mare che domani si infiammerà aprendo di luci e fuochi il 2023, mentre alle mie spalle ho due belle luminarie che salgono verso la soprastante Basilica di Maria Santissima del Soccorso.
E ti rivolgi alla parte più profonda di te, ti rivolgi al cielo, ti rivolgi alle stelle, ti rivolgi al punto più lontano oltre il quale si perde il tuo sguardo, la tua ragione, il tuo intelletto, la tua umana conoscenza. E chiedi… e ti metti in religioso ascolto…
Non chiedo tanto, non chiedo troppo. Nella mia testa c’è soltanto un pensiero, non mille, non cento, non dieci, ho un solo un unico ossessivo pensiero. E per un pensiero-desiderio non è che può cascare il mondo! Dai che si può fare! Non ti puoi confondere, non mi puoi mettere in stand-by perché ci sono altre priorità.
Per farla breve, ti chiedo che nel nuovo anno io ritorni nella cara, calorosa, grande, ospitale, salvavita Bologna soltanto come turista per goderne le bellezze e i divertimenti. E basta!
Ti ho chiesto troppo?
Resto in attesa di gradito, positivo riscontro.
Raimondo Moncada
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