
La sera è più buia di ieri e sembra essere d’improvviso arrivato l’inverno. Pioggia, vento, freddo e le strade deserte e bagnate, e le foglie a terra staccate dagli alberi.
È rimasto il ricordo dei suoni, delle voci dei bambini correre liberi e felici, dei genitori a riempire le botteghe per gli ultimi regali.
Si risente il rumore delle macchine che almeno ti riparano mentre si muove ancora qualche barca, giù, al porto, spostandosi da un molo a un altro forse per trovare un posto più al sicuro e più al calduccio stringendosi tra le barche rientrate numerose nel pomeriggio.
La giostra di piazza Scandaliato è spenta dopo aver fatto gli straordinari per il lungo ponte dell’Epifania e accontentare così tutti i bambini e non lasciarli senza il volo per le stelle.
E io scrivo come un pazzo, digitando e passeggiando, provando anche questa esperienza del silenzio piovoso dopo la tempesta di suoni.
Le vetrine scintillano di sconti e ancora di luci di Natale, e io saluto il mio amico che mi ha consigliato il profumo da regalare e regalarmi per il nuovo anno che spero mi regali ciò che desidero e attendo.
Raimondo Moncada
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