
Così come non ci sono più le mezze stagioni, non ci sono più i mezzi giudizi: o è tutto meravigliosamente bello o è tutto schifosamente brutto.
Non esistono più le sfumature, i ragionamenti, i dubbi, le sospensioni di giudizio in attesa di approfondire, di capire.
Qualcuno pubblica qualcosa di bello e c’è chi gli commenta sotto: “Ma dove vivi? Non vedi? Manca questo e manca quello”. E ti pubblicano un’immagine a contrasto come prova, con un commento sprezzante, acido, anche offensivo, che è l’opposto di quello che hai scritto tu. Pubblicano qualcosa di negativo e tutti a sostegno, travolgendo chi timidamente vorrebbe affermare che in un mondo imbrattato c’è anche un puntino luminoso o che ci potrebbe essere una spiegazione.
A volte penso che pubblicare cose belle (o impegnative) dia pure fastidio (o non siano popolari di fronte a un mare sempre nero che tale deve rimanere e va pertanto alimentato).
No, non ci sono più le mezze stagioni. E non ci sono più i mezzi giudizi di persone che non sono nettamente a favore né di una parte che sta a ovest né dell’altra parte che sta a est. Ma che si sforzano di avere un proprio punto di vista, una propria opinione con la propria testa che ora può essere a ovest, a est e anche a nord e a sud.
Raimondo Moncada
*Pensieri estemporanei, irrazionali, emotivi, poco filtrati, a stomaco pieno.
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