È salita nel suo cielo, verso cui si è rivolta per una vita intera. Era una donna di chiesa, di fede, una specie di suora senza velo.
Così la ricordo.
E penso se la ricordino così le suore di San Vincenzo De’ Paoli del convento di Salita Sant’Antonio, tutto il quartiere di Santa Maria dei Greci, tutto il quartiere del Duomo, tutti i bambini che, come me, hanno frequentato l’asilo nell’ex istituto Schifano, ad Agrigento. Come la ricorderanno così nella sua natia Palma di Montechiaro.
Semplice, sempre col sorriso, affabile, disponibile. Da giovane anche tanto dinamica.
Mai madre ma sempre materna.
Amava essere libera, senza alcuna catena o dipendenza da altri, anche con gli anni che non erano più quelli di una volta.
Dipendeva solo dalla sua devozione, dalle sue preghiere, dalla frequentazione della sua comunità religiosa.
Oggi, raggiunto in altro luogo da una telefonata, mi sono sentito di ricordarti così, cara Zia Lina, e con un ritaglio di una foto in cui sei assieme ai tuoi genitori, nonno Giuseppe e nonna Carmela.
Raimondino

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