“Se non ci sono le luci non è Natale!”, come se il Natale fossero le luci. Provate ad andare in un luogo privo di luminarie a intermittenza che cascano da ogni balcone, che si incastonano nello spazio tra un palazzo e un altro illuminando a festa vie e piazze. Provateci! Senza luci può mai essere Natale?
E se dunque il Natale, per noi, sono le luci che ci accompagnano da casa e lungo il nostro cammino, staccando le luci di Natale non lo vivremmo in tutta la sua luminosità. Ormai crediamo così. E ci arrabbiamo se l’albero di Natale non è un bell’albero di Natale, riccamente addobbato, riccamente illuminato. E protestiamo contro quelli che riteniamo responsabili dell’offesa. A Natale le luminarie ci devono essere così come l’albero nella piazza principale, da ammirare, da fotografare, da farci fare bella figura, perché l’albero ci rappresenta tutti. Altrimenti: che tristezza!
Ma che cos’è il Natale? Sono le luci? Sono gli alberi addobbati? Sono i presepi con le statuette artisticamente modellate? Sono gli abiti e i profumi con cui usciamo di casa per fare shopping, saltando di negozio in negozio? Sono i regali che troviamo ai piedi dell’albero? Sono i cenoni in famiglia? Sono le giocate a carte o a tombola?
È anche questo, ma c’è un’altra luce che si deve accendere e quando si accende è più luminosa di qualsiasi luminaria. E senza questa luce che pure ci riscalda, alla fine non è vero Natale nel suo profondo significato religioso, ma una semplice ricorrenza da calendario, da tradizione da rispettare. Però, diciamocelo, le luci hanno un loro perché. Sono come le scintille che provano ad accendere un fuoco grande dentro di noi.
Raimondo Moncada
Lascia un commento