Liuto e voce, voce e liuto in nome dell’amicizia, della sintonia artistica e di Federico II, l’illuminato re di Sicilia, re di Germania, imperatore del Sacro Romano Impero, che favorì l’incontro delle civiltà greca, latina e araba, degli artisti e lo sviluppo della poesia ma di quella bella, che farà parlare per secoli e secoli.
Ci siamo ritrovati di nuovo assieme dopo sei anni, dall’ultima esibizione. Questa volta mi ha cercato e chiamato lui, il maestro Giuseppe Polizzi (uno dei rari liutisti in circolazione), per concludere il suo ciclo di lezioni a Unitre – è stato brevissimo – dedicate allo Stupor Mundi, con un momento finale tra musica e poesia, in cui abbiamo dato voce a Federico II sovrano e anche poeta e a due dei maggiori poeti della Scuola poetica siciliana da lui fondata nel XIII secolo, Giacomo da Lentini e Pier delle Vigne, scuola che ha fatto scuola a Dante e a tanti altri, con una lingua aulica, poetica, tutta nostra di cui andiamo fieri (venuta prima dell’italiano toscano e sua sorella maggiore: lingua, non dialetto).
Con Giuseppe Polizzi ci eravamo incontrati artisticamente nell’aprile del 2019 nella chiesa di San Nicolò La Latina sempre a Sciacca per un omaggio a Tommaso Fazello proponendo pagine della sua affascinante storia del XVI secolo.
(La foto immortala quel momento del XXI secolo).
E con Giuseppe Polizzi – come ha ricordato lui stesso oggi durante la sua ultima lezione nella biblioteca di Sciacca di via Santa Caterina – ci siamo conosciuti quarant’anni fa su un autobus che da Agrigento conduceva giovanissimi di un gruppo folcloristico alla conquista della Germania, con un ventenne Raimondo che cantava e recitava in siciliano moderno (Delia Buglisi e XFactor non erano ancora nati) con i tedeschi così entusiasti che si sono messi a bere calicioni di birra e a farci ubriacare solo a vederli.
Storie, e lezioni di vita, che si intrecciano e che si ricordano con nostalgico piacere. Non ci facciamo mancare nulla.
Raimondo Moncada
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