“A chi sì sceccu!?” Ci sono delle volte in cui mi sento proprio così: asino, somaro. Non un animale, anche se appartengo alla stessa specie (animal sapiens). Non una bestia. Ma ignorante, un pozzo vuoto di conoscenze. C’è tanto da sapere e il non sapere abbastanza mi crea disagio. E il disagio aumenta quando entro... Continua a leggere →
Incontro ravvicinato col murmure Dante
Nel mezzo del cammin di mia vita, mi scontrai con una testa dura.“Chi sei?” Mi chiese. “Cu sì tu?” Gli risposi. Alla fin della contesa ci presentammo. - "Piacere, Dante. Ma mi puoi chiamare anche Alighieri, se vuoi". - "Piacere, Raimondo. Ma mi puoi chiamare anche Rai se ti affatichi la gola". All’inizio sembrò freddo... Continua a leggere →
Da Raimondo a Munnu fino a Mò: metamorfosi di un nome
Ogni nome è modificabile, all’inverosimile. Sono trasformabili sia i nomi comuni che indicano gli oggetti e gli animali, sia i nomi propri di persona che con gli oggetti e gli animali hanno uno stretto legame.In grammatica esistono gli accrescitivi, i diminutivi, i vezzeggiativi, i peggiorativi e i dispregiativi. Così, ad esempio, la parola comune di... Continua a leggere →
Segnali maschilisti, si va solo “a passo d’uomo”
La segnaletica stradale è maschilista. Vedere i cartelli fa pensare a una discriminazione di genere. C’è un segnale che indica un obbligo di velocità “a passo d’uomo”. Perché? Perché a passo d’uomo e non anche di donna? Alla guida di automobili, motori, biciclette e autocarri non ci sono solo guidatori di sesso maschile, ma anche... Continua a leggere →
Uno delle due dita come uno delle due uova e come uno delle due labbra
Dire “uno delle due dita” è corretto. Così come è corretto dire “uno delle due uova”, “uno delle due labbra”. È colpa del cambio di genere. Il femminile diventa maschile, il maschile diventa femminile. Ne abbiamo conferma consultando il dizionario “Si dice o non si dice” della Hoepli Editore, guida all'italiano parlato e scritto, di... Continua a leggere →