Alla fine lo capisci. Siamo la stessa sostanza. Ed è per questo che quando ti trovi fuori, costretto a stare lontano per tanto tempo, stai male, di quel male che ti colpisce in tutto il corpo: allo stomaco e non puoi più nutrirti, alla testa e non puoi più ragionare, alla gola e non puoi più cantare.
Anche leggere un rigo, a lungo andare diventa difficile perché ti si annebbia pure la vista. L’intero tuo animo si rabbuia.
Siamo fatti della stessa sostanza; siamo fatti di sole, di terra, di aria, di scirocco, di gelsomini, di zagara, di arancine, di mare, anche di scogli. E quando qualcosa ci allontana, e non per la rilassante vacanza di una settimana, è come se ci staccassero la flebo con dentro l’alimentazione.
La Sicilia è questa, per un siciliano. È nella sua nostalgia.
Raimondo Moncada
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