Blackout

Immagina il tuo telefono senza più carica, con l’impossibilità di ricaricarlo;

Immagina tutti gli altri della tua zona, del tuo quartiere, della tua città, della tua nazione, nelle tue stesse condizioni: senza smartphone, senza computer, senza niente di elettrico, di elettronico;

Immagina di trovarti a centinaia di metri sottoterra dentro una metropolitana o dentro un lungo tunnel e tutto si spegne e non si vede nulla.

Immagina di avere bisogno di andare in ospedale e non hai la possibilità di chiamare i soccorsi o di prendere il primo aereo per raggiungere il tuo ospedale che si trova a oltre mille chilometri di distanza e dove hai prenotato degli esami di controllo o ti attendono per un intervento non rinviabile;

Immaginati dentro una banca o una gioielleria o un supermercato e tutti i sistemi di allarme si disattivano;

Immagina i centri di pubblica sicurezza ma anche quelli militari nelle stesse condizioni;

Immagina, dunque, il distacco improvviso, inspiegabile della corrente elettrica, eolica, idraulica, atomica, a pedali ed è tutto buio, non funziona niente, neanche internet.

Immaginati completamente senza luce e disconnesso dal resto del mondo per un tempo imprecisato.

Se hai avuto difficoltà a immaginarlo, lascia perdere. Non appesantire di inutile elettricità nervosa i tuoi neuroni che potrebbero andare pure in blackout. È già accaduto in Spagna e in Portogallo e potrebbe accadere ovunque, anche da noi.

Raimondo Moncada

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