Rinascere alla vita o a nuova vita. Quanti momenti di morte, di sconforto, di disperazione, di terrore, affrontiamo nel nostro percorso terreno di esistenza?
La perdita di un caro, un fallimento, una depressione, un licenziamento, una separazione, un’emigrazione, una malattia, una guerra…
Dentro di noi moriamo, perdiamo ogni fiducia, ogni sorriso, ogni forza, ogni voglia di andare avanti. Ci sentiamo precipitare nel nero abisso di una non vita, ci sentiamo con un piede già oltre la terra, nell’aldilà, vivendo con la coscienza della propria carne l’esperienza della pre-morte.
Oggi, giorno di Pasqua, mi sono svegliato con questa riflessione.
Rinascere a nuova vita è afferrare con tutto se stessi il primo appiglio, rimettere in moto le energie residue, fare luce, risalire, ritornare, rialzarsi da un letto, riprendere un pennello o una penna, entrare con altro spirito in un’affollata pasticceria in festa e assaporare appieno, anche con gli occhi, la barocca ricchezza di gusti e di colori di una cassata siciliana.
Quando tutto sembra finito, non è mai finito. Buona rinascita a tutti.
Raimondo Moncada
Lascia un commento