La nipote di un deportato riberese nei lager nazisti e il figlio di un partigiano agrigentino che contro quel male combatté a soli sedici anni in Centro Italia.
Sono gli ospiti di un incontro con gli studenti dedicato al ricordo dell’orrore di Auschwitz e dell’odio divenuto potere.
L’iniziativa, legata alla Giornata della Memoria, si svolgerà venerdì 30 gennaio, con inizio alle ore 10, nell’oratorio parrocchiale di Villafranca Sicula, comune della provincia di Agrigento di circa 1.400 abitanti. Una scelta che ribadisce come la memoria debba essere alimentata continuamente e non ridotta a un semplice appuntamento da calendario.
L’incontro, promosso dal commissario straordinario del Comune di Villafranca Sicula Carmelo Burgio in collaborazione con il dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo “A. G. Roncalli” Giuseppe Oliveri, avrà per titolo “Uno sguardo al passato per vivere il presente e costruire il futuro”.
Sono stati invitati a intervenire Raimondo Moncada e Caterina Sparacino.

Raimondo Moncada è autore del libro Il partigiano bambino, dedicato alla storia del padre Gildo Moncada, e del monologo divenuto libro E se tornasse? che attualizza quanto avvenuto durante le dittature degli anni Trenta e Quaranta del Novecento.
Caterina Sparacino è la nipote di Calogero Sparacino, aviere scelto dell’Aeronautica italiana, deportato nel campo di concentramento di Mittelbau-Dora per essersi rifiutato di sostenere la Repubblica di Salò. Della sua terribile esperienza ha scritto nel libro Diario di prigionia e per poi aprire nella sua Ribera il Museo della Deportazione.
Le storie di Gildo Moncada e Calogero Sparacino, che hanno testimoniato in vita gli orrori della Seconda guerra mondiale e il loro impegno di fiera Resistenza per un mondo di pace, di tolleranza, di rispetto, di umanità, continuano oggi a parlare alle nuove generazioni grazie all’impegno dei loro familiari, custodi di una memoria che non è solo ricordo, ma viva eredità e responsabilità civile.
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