Che poi le allerte sono così. Può anche non succedere nulla. Ma è un’allerta, che ti dice: “Attento, può succedere, comportati di conseguenza”.
Ricordo fino a qualche anno fa le derisioni a pioggia contro le centrali meteo: “Non ne azzeccano una”.
Come se le previsioni fossero matematica, uno più uno.
Poi accadono eventi come quello di Marsala: chi avrebbe mai pensato a una tromba d’aria che esce dal mare ed entra in un centro abitato?
Le allerte sono così. Ti dicono: secondo i nostri strumenti, oggi in Sicilia potrebbe accadere qualcosa. E poi succede che a casa tua, nella tua provincia, non accada nulla o accada poco: quattro gocce. E potrebbe succedere che non accada nulla neanche in tutte le altre province, tranne in un villaggio sperduto, sconosciuto, dove si è concentrata tutta la rabbia del cielo prevista dall’allerta. E dove in quel momento ti trovavi.
Ai miei tempi giovanili – anni Ottanta – le allerte non esistevano e io serenamente uscivo con la moto dal Villaggio Mosè ad Agrigento e rientravo assammarato e non so con quanti pericoli scampati. Oggi si ha la fortuna della meteorologia, che ha affinato molto le proprie analisi mettendoci in allarme per non farci assammarare e per evitarci guai peggiori in un momento storico di clima ormai impazzito (questo era ampiamente previsto ma si continua a far finta di niente).
Raimondo Moncada
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