Non sono i cinquant’anni raggiunti che pure sono un traguardo anagrafico ragguardevole. È la resistenza in un settore che ha decimato le altre realtà televisive, anche storiche, anche solide o apparentemente invulnerabili, in provincia di Agrigento, in Sicilia, nel resto d’Italia.
Uno tsunami.
Tele Radio Monte Kronio celebra il mezzo secolo di vita. E lo fa con una festa organizzata questa sera nell’atrio inferiore del Comune di Sciacca.
È la città da dove trasmette e opera dal 1976.
Mezzo secolo di informazione, cultura, spettacolo e passione orgogliosamente evidenziato nel messaggio di invito a partecipare all’evento che celebra l’anniversario.

L’invito è arrivato pure a me, digitalmente, dagli amici e colleghi di Rmk e io ho promesso di esserci. Ci saranno i giornalisti, i tecnici, gli speaker, gli amministrativi di oggi. E ci sarà anche chi nel corso dei cinque decenni ha contribuito a preparare e mandare in onda il telegiornale, a condurre le dirette delle più importanti manifestazioni della città, a presentare trasmissioni di approfondimento e di intrattenimento.
Una festa.
Un pezzo di storia, un passato che si proietta al futuro, facendo i conti con una tecnologia, quella digitale, che ha completamente rivoluzionato il modo di fare televisione e di stare in vita. Una tecnologia che è stata anche la causa principale della fine di tante realtà, di tante aziende editoriali, anche radicate, che davano lavoro a tante professionalità e sulle quali si era pure puntato per il proprio futuro.
Ne posso parlare per conoscenza personale avendoci lavorato come giornalista e anchorman per una decina d’anni ad Agrigento, dal 1990, da Primarete a Teleacras.

In un mondo completamente mutato, Rmk si presenta, dunque, come un miracolo di resistenza. Merito di chi ha saputo attraversare – immagino lo sforzo, la fatica – la tempesta dei cambiamenti. E merito, dunque, di chi la dirige e di chi ci lavora, con professionalità, passione, intelligenza, lungimiranza, affrontando la sfida di ogni giorno.
Buon anniversario. E l’augurio di altri cento, mille di questi giorni.
Raimondo Moncada
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