Tumori, la rivoluzione Moderna

Una rivoluzione nella lotta contro i tumori (o meglio per la cura del cancro). Ancora qualche anno di sperimentazione.

La strada è tracciata e si deve solo dire grazie alla ricerca scientifica che è servita a mettere a punto a tempi record i tanto criticati vaccini anti-Covid.

La speranza si chiama neo antigenica. Un nome complicato, difficile, per dire che entro il 2030 (ma forse anche prima, ccà semu) si riuscirà – questa è la scommessa – a mettere a disposizione dei medici e dei pazienti oncologici dei farmaci personalizzati, per sconfiggere il loro specifico male.

Lo ha confermato in serata Stephan Bancel, Ceo di Moderna, intervistato da Fabio Fazio nello spazio scientifico curato dal virologo Roberto Burioni a Che tempo che fa su Rai Tre.

La ricerca è in una fase molto avanzata. E se non viene frenata da qualcuno o più di qualcuno, potrebbe concludersi prima dei tempi previsti oggi.

Ne parlavo proprio qualche giorno fa, sotto la pioggia, con un amico anche lui paziente oncologico e dentro un durissimo percorso terapeutico.

Ora condivido l’annuncio di questa svolta per diffondere il contagio di questa nuova speranza per la guarigione.

Che altro dire?
Allistemuni (sbrigatevi!)

Raimondo Moncada

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