De Cosmi per me è stata sempre la mia scuola elementare del Villaggio Mosè, i cinque anni trascorsi a imparare a leggere e a scrivere e anche a giocare, pure a calcio. Poi ho scoperto che dietro il nome della mia scuola c’era una persona, anzi un personaggio importante. Ho capito che dietro il nome di una scuola c’era qualcosa di significativo quando alle medie sono andato alla Luigi Pirandello, a poche decine di metri dalla stazione ferroviaria di Agrigento.
Adesso so che De Cosmi aveva anche un nome oltre che un cognome. Ne aveva due, per la verità: Giovanni Agostino. E so anche che è di Casteltermini e che questa cittadina della provincia di Agrigento lo ha celebrato ieri, 5 luglio, nel tricentenario della nascita.

Ma chi è stato quest’uomo? Me lo ha ricordato il presidente della Pro Loco “Chiuddia” Carmelo Nicotra:
“De Cosmi, figura centrale della riforma dell’istruzione nella Sicilia del Settecento, è ricordato come uno dei principali riformatori della scuola nel Regno di Sicilia. Sacerdote e studioso, dopo l’espulsione dei Gesuiti nel 1767, fu chiamato a riorganizzare l’istruzione pubblica, a formare gli insegnanti e a definire nuovi modelli scolastici. Ricoprì l’incarico di Direttore Generale degli Studi del Regno di Sicilia e il suo nome è ancora oggi legato al Piano delle Scuole Pubbliche, progetto che anticipava alcuni principi della scuola moderna e poneva l’educazione al centro dello sviluppo civile della società.”
Ho frequentato scuole importanti: l’elementare De Cosmi, la media Pirandello e il liceo scientifico Leonardo (l’unico straniero).
Raimondo Moncada
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