Dentista e clown terapeuta

È un dentista, un odontoiatra. Per professione si occupa della cura dei denti e della salute della nostra bocca. Da lui dipende la pienezza del nostro sorriso. Come tutti i dentisti. E quanti ne ho visitati, in lungo e in largo: da Agrigento a Palermo a Roma a Sciacca. Mi ritengo titolato sul campo per parlarne con competenza. Anche di un altro aspetto collegato al sorriso che è l’espressione finale del nostro stato d’animo generale.

Ed ecco uscire dal cuore del dentista a cui mi riferisco una passione che lo spinge ad entrare negli ospedali con la maschera da clown. Si spoglia del suo camice, si toglie gli occhialini da lavoro dal viso, chiude in un cassetto pinze, trapani e bisturi, chiude a chiave la porta dello studio e comincia un’altra vita, per gli altri, per chi soffre, per chi ha bisogno di un conforto, di una leggerezza, di una carezza, di un sorriso. E in una corsia d’ospedale non è facile, specialmente quando sei allettato, quando sei operato o stai per essere operato, quando hai addosso quella sensazione che i tuoi giorni sono contati.

E Ciro, Ciro Fuschino, questo il suo nome, 62 anni di Agrigento, tifoso sfegatato dell’Akragas, arriva a casa, apre il cassetto dell’armadio dove ha il suo vestito da Superman e inizia il rito, con la sua trasformazione: cerone e trucco in viso, la pallina rossa sulla punta del naso, pantaloni e giacca della massima taglia extralarge, scarpe allungate… e via! assieme ad altri clown, con il compito di distrarre da altri pensieri i malati e suscitare in loro anche una piccolissima reazione. Il massimo è strappare un sorriso. E non è facile, specialmente in un ospedale. Ma lui lo sa e lo fa lo stesso. È preparato a tutto, anche a un rifiuto. Perché c’è anche chi ti caccia, chi resta indifferente, chi si gira dall’altra parte, chi continua a piangere e a disperarsi. Ma lui non si scoraggia. E continua in quella che è una missione, una cura: portare il buonumore. La chiamano non a caso clownterapia. A gestire il rifiuto glielo hanno insegnato in un corso di formazione. E non è facile. Lui stesso ne descrive gli effetti anche su se stesso: 

“La clownterapia ha un grande effetto terapeutico anche su di me, dopo il servizio in reparto mi sento stanco ma felice, rigenerato, pronto ad affrontare di nuovo la vita con ritrovata positività”.

Di questa passione di Ciro il clown dentista – o il dentista clown – avrei voluto scrivere all’inizio del mio percorso oncologico, quando cercavo ogni modo per risollevarmi il morale, vedendo e rivedendo video comici su vari canali social. E per caso mi sono imbattuto in alcune foto di Ciro Fuschino e ho stentato a riconoscerlo e a crederci: “Ma è lui?”

Un giorno l’ho incontrato e gli ho raccontato della mia intenzione di raccontare la sua storia. Oggi, al mattino presto, ho preso il mio cellulare e ho digitato quello che ho sentito. Al volo, spontaneamente. Con il sorriso della gratitudine per i sorrisi che prova a donare a chi non avrebbe più ragione di sorridere.

Raimondo Moncada

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