Cosacavaddu, caciu, vastedda, tuma, tumazzu, mustazzu... Nni saziamu sulu a taliari li fotografii. Senza tuccari, i siciliani si liccanu li baffi.Sicilia: formaggi a tinchitè! Pi la panza e pi lu ciriveddu ca nun si ponnu livari di 'nmucca.(Si sputa, pi cu voli ed è varbutu, sulu lu mustazzu: chi nicchi e nacchi! I pila, cu... Continua a leggere →
Non petali di rose, ma cuori di carta al matrimonio
Non petali di rose. Non funerali in festa. In Sicilia si sparano a salve, non dal cielo ma terra terra, augurali cuoricini di carta a più colori contro giovani e belli e speranzosi e sorridenti e normali novelli sposi che decidono di sposarsi sfidando tutto e tutti. L'aspetto straordinario che sicuramente farà parlare tv, giornali e social: ad... Continua a leggere →
Coppu di fumu allannatu! L’insostituibile forza espressiva del siciliano
“Si’ un coppu di fumu allannatu”. Ecco il siciliano che ritorna! la lingua madre, quella che ti ha penetrato le ossa ed è tutt'uno ormai col tuo Dna. Basta un niente e prorompe, in tutta la sua magnificenza. Puoi essere un professore di Lettere durante una lezione di italiano all'università. Puoi essere un giudice in... Continua a leggere →
Chi nicchi e nacchi, un libro in siciliano controcorrente
LA MIA LINGUA, LA MIA VITA. Mi sono fatto un regalo. È un dono che ho voluto fare a quel ragazzo che tanti anni fa ha riscoperto la follia incontrollata e incontrollabile della creatività, scrivendo, recitando e non più dipingendo o disegnando come aveva sempre fatto da piccolino. Ecco il regalo: un libro! anche questo una... Continua a leggere →
La Sicilia che ti aspetti, nell’emozione di uno scatto
Niente di speciale. Viaggiare con la macchina, senza radio accesa, senza rumori, senza musica, senza niente.Tu e i tuoi cari. Con i finestrini aperti e i capelli (quelli ancora resistenti) al vento. Connessi solo, non con internet, ma col paesaggio circostante.Tu e la tua terra.Fermi d'un tratto la macchina, spegni il motore.Scendi. Solo per sentire... Continua a leggere →
La vera Sicilia per Salvatore Quasimodo
La vera Sicilia è stata quella di Teocrito, legittima nel calore e nei sensi, nella sua alta civiltà mediterranea che costruì anfiteatri e provincie di marmo scolpito, fece nascere la commedia con Epicarmo e l'idillio con Stesicoro.Le contaminazioni vennero dopo: e sembrano toccare un'altra terra. Salvatore Quasimodo
Un premio a cu figghia paroli addutati di patri
“Un populu diventa poviru e servu quannu li paroli nun figghianu paroli e si mancianu tra d'iddi”. Così cantava Ignazio Buttitta, il grande poeta di Bagheria che ha scritto le sue liriche nella lingua madre, dandogli dignità di lingua letteraria, di lingua che esprime l’animo profondo di un popolo, quello siciliano. L’Accademia Teatrale di Sicilia... Continua a leggere →
Ponti chiusi e spine di fichidindia ci aprono alle meraviglie di Agrigento
Il viadotto Morandi e AgrigentoDal ponte chiuso al Caos. Il traffico è sempre stato al centro dei nostri pobblemi. Oggi ancor di più e non per le imminenti elezioni amministrative quando i pobblemi proliferano e pullulano le soluzioni. I soldi per le soluzioni? Non è un pobblema come, al contrario, lo è sempre stato la mia... Continua a leggere →
Dissi lu sceccu a lu mulu… tradotto il labiale dopo millenni
“A chi sì sceccu!?” Ci sono delle volte in cui mi sento proprio così: asino, somaro. Non un animale, anche se appartengo alla stessa specie (animal sapiens). Non una bestia. Ma ignorante, un pozzo vuoto di conoscenze. C’è tanto da sapere e il non sapere abbastanza mi crea disagio. E il disagio aumenta quando entro... Continua a leggere →
Di ccà ti trasi e di ddà ti nesci
Sento. Le mie orecchie sentono. Ci sono volte, però, in cui non sentono o non vogliono sentire. Lo sento. Come sento ogni volta la voce che mi dice: "Di ccà ti trasi e di ddà ti nesci". È una voce che parla siciliano, la mia voce di dentro. La sento. Sempre. E mi stordisce. Raimondo Moncada