Usciamo dall’Europa, usciamo dall’Italia, usciamo dal Meridione, usciamo dal Mediterraneo, usciamo dalla Sicilia, usciamo dalla provincia di Agrigento, usciamo dal nostro quartiere, usciamo dal nostro condominio, usciamo dal nostro appartamento, usciamo dalla nostra famiglia, usciamo da noi stessi e impazziamo, ognuno da solo, nel suo separato e blindato e armato mondo, di solitudine. Seguiamo alla... Continua a leggere →
Il monumento Miraglia
Un monumento a un monumento. Non è un gioco di parole. Oggi è stato inaugurato al cimitero di Sciacca il monumento al sindacalista Accursio Miraglia, ritratto a testa alta nella sua storica cavalcata con migliaia di contadini. A presiedere una cerimonia molto partecipata è stato Nico Miraglia, figlio di Accursio e presidente della fondazione a... Continua a leggere →
La prova dell’amore
È da stamattina che rifletto sulla parola amore. Non proprio sulla parola per la verità, ma su quello che c’è dentro e su quello che ne esce fuori. Alla fine, se c’è, l’amore può anche fare a meno della parola, del suo guscio sonoro. C’è e basta. E non c’è bisogno di nominarlo o di... Continua a leggere →
Elogio alla lentezza
In un primo momento ho scorto da lontano due babbaluci (lumache per gli amici non siciliani). Mi sono avvicinato e ho avuto la conferma. Ho pensato subito al piatto di cui sono goloso e che al momento non posso mangiare perché impegnativo nella digestione. Poi, divertito, ho pensato al simbolo delle corna, ovvero al simbolo... Continua a leggere →
Il tricolore non è una bandiera qualsiasi
Il tricolore non è una semplice bandiera da sventolare allo stadio solo in caso di vittoria della nazionale di calcio. Dentro il verde, il bianco e il rosso c’è una lunga storia, ora di speranza, ora di dolore, ora di gloria, che ci appartiene come grande comunità, come grande nazione, come grande Patria. Una storia... Continua a leggere →
Il siciliano non è una lingua
“Il siciliano è un dialetto non una lingua”. Un’affermazione non di una persona qualsiasi ma di una esperta di linguistica e dialettologia, preparatissima, che mi ha tanto colpito perché ho sempre considerato il mio siciliano una lingua a tutti gli effetti (la mia lingua madre) e non un dialetto nel significato negativo che negli anni... Continua a leggere →
Nell’ombra del mare
Diretto non in ufficio ma questa volta al mare. E lo capisci non dalla direzione del suo motociclo, ancora distante tanti chilometri dalla spiaggia, ma dall’abbigliamento. Ormai tiro a indovinare, anche se la giornata pienamente estiva, mi ha molto aiutato. Lo vedo avvicinarsi sulla sua due ruote e non per mettermi sotto. Mi saluta sorridendo.... Continua a leggere →
Vincenzo inteso Calogero
“Vincenzo? Come Vincenzo?”.Noto un’anziana signora, con la mano destra tra mento e bocca, piazzata davanti al muro di una vecchia e stretta via di Sciacca tappezzato di manifesti funebri. Parla da sola. Le passo accanto e non posso che intervenire e spiegarle che il nome Vincenzo è quello anagrafico, col quale è stato registrato al... Continua a leggere →
Le pere e gli adolescenti di oggi
“Mio figlio? Fino a quando lo posso tenere lo tengo”. Lo dice una mamma a un’altra mamma e pure nonna. È una breve conversazione alla quale assisto da interessato spettatore in una bottega di frutta e verdura. Io attendo in silenzio il mio turno per due pere né troppo dure e né troppo mature. L’una... Continua a leggere →
Pietro Germi sedotto e abbandonato? Una tesi di laurea omaggia il grande regista
Una tesi su Pietro Germi ha concluso il mio percorso universitario in Scienze della Comunicazione. È un omaggio al regista genovese nell’anno in cui ricorre il cinquantesimo della sua morte, per cercare di mantenerne viva la memoria ed esprimergli postuma immensa gratitudine da siciliano. La tesi di laurea si intitola Racconti all’italiana. La Sicilia nei... Continua a leggere →