Caro Donald,
ti piace il cannolo?
A me sì. Tanto. E penso anche ai tuoi connazionali.
È un bene dell’umanità.
Tu, che hai detto di essere uomo della pace, hai deciso di sconvolgere il mondo e di chiudere la tua terra, alzando mura commerciali, anche ai tuoi storici alleati, ai tuoi storici amici.
Chi vuole entrare negli USA deve pagare dazio. Un conto è pagare il cannolo quanto lo pago io nella nostra terra (la Sicilia, con i suoi emigrati, è parte degli Stati Uniti d’America) e un conto è pagarlo nella tua terra con questa tua nuova sovrattassa. Già che c’erano i costi in più del viaggio mare mare o aria aria, ora ci hai caricato macari il tuo dazio: o così o niente.
Noi ci perdiamo, certo. Il mio cannolo non è più commercialmente competitivo rispetto al cannolo di salsa ketchup fabbricato in America che costerà meno della metà (le nostre aziende dovranno pure licenziare perdendo di colpo il mercato americano). Ma ci perderanno anche gli americani che saranno privati del cannolo originale, inimitabile, senza alcun residuo di ketchup, solo con ricotta genuina e cialda croccantissima, secondo quell’antica tradizione che i miei connazionali, anche miei familiari, si sono portati sul transatlantico della nostalgia per trovare finalmente la Merica.
Raimondo Moncada
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