Il siciliano è una lingua che riscalda! Quando la senti aumenta la temperatura del cuore. Hai un fremito, specialmente in ambienti dove si parla un’altra lingua. Succede, ad esempio, quando ti capita d’essere in terra straniera e sorseggiando un caffè dentro un bar senti una persona non parlare l’inglese, il francese, il tedesco o l’australiano,... Continua a leggere →
La Sicilia “babba” che stimola tenere intelligenze
E poi dicono che i bambini sono solo bambini, interessati solo ai giochi, agli svaghi e non ad ascoltare "pallose" letture. Può un bambino (età di circa dieci anni) leggere una dotta citazione di uno scrittore siciliano scritta su una vetrata del Caffè Letterario di Licata e ricordarsi di averla sentita? È successo. Mi è successo. È... Continua a leggere →
Parla come mangia: Nutella si scopre siciliana
La dolce scoperta del dialetto! Anche la Nutella recupera e valorizza la lingua madre, la lingua della nostra terra, dei nostri nonni. Nelle etichette dei barattoli, in omaggio alla nostra lingua, il siciliano, troveremo parole come “agghiurnàu”, “arricrìati”, “cchi lustru!”, “chi dici?”, “ciatu miu”, “cumpà”, “scjàlati”, “Biddizza”. Aspettiamo solo l’etichetta “Chi nicchi e nacchi” che dà il titolo... Continua a leggere →
Lezione di grammatica: quando usare quando
LEZIONE DI GRAMMATICA: L'ESATTO USO DI QUANDO L'avverbio quando si usa avverbialmende solo quando nel periodo si quandizza. Quando è importande. Si consiglia una quandità di quando alquando moderata. Se malauguratamende vi dovessero chiedere in quale periodo? Non rispondete subito quando, per non accucchiare sui social malafigure. Se proprio dovete rispondere, perché siete in diretta, avete millesimi di... Continua a leggere →
Si buttano via pure le lettere. Senza parole!
Si buttano via pure le lettere. Perché?Come si fa a privarsi di una elle? La vediamo dentro uno scatolone, pronta a essere raccolta dagli operatori ecologici, introdotta nella pancia dell’autocompattatore e portata in discarica dove chissà quante altre consonanti e altre vocali ci saranno in attesa di essere triturate o riciclate (con una erre che prenderà... Continua a leggere →
Chi nicchi e nacchi i pila ‘nta lu tumazzu?
Cosacavaddu, caciu, vastedda, tuma, tumazzu, mustazzu... Nni saziamu sulu a taliari li fotografii. Senza tuccari, i siciliani si liccanu li baffi.Sicilia: formaggi a tinchitè! Pi la panza e pi lu ciriveddu ca nun si ponnu livari di 'nmucca.(Si sputa, pi cu voli ed è varbutu, sulu lu mustazzu: chi nicchi e nacchi! I pila, cu... Continua a leggere →
Chi nicchi e nacchi, un libro in siciliano controcorrente
LA MIA LINGUA, LA MIA VITA. Mi sono fatto un regalo. È un dono che ho voluto fare a quel ragazzo che tanti anni fa ha riscoperto la follia incontrollata e incontrollabile della creatività, scrivendo, recitando e non più dipingendo o disegnando come aveva sempre fatto da piccolino. Ecco il regalo: un libro! anche questo una... Continua a leggere →
Dall’accordo greco al siciliano accorda a to figghiu ca chiangi!
Accordo! Accordo! Ho le orecchie piene di questa parola, di questo suono. Se ne parla da settimane. Riusciranno ad accordarsi? Ci hanno fatto pure un referendum in Grecia. Un popolo intero, disperato, col cappio al collo, è stato chiamato alle urne per dichiarare la propria avversione o il proprio favore all’accordo proposto dall’Europa, ritenuto inaccettabile. Un voto... Continua a leggere →
Lo straniero impari lo straniero per chiedere dov’è il bagno in terrastraniera
NON CI STO! I BISOGNI DEBBONO INDURRE LO SFORZO. Se io vado all'estero, da straniero ci sta la mia conoscenza della lingua straniera. Vado fuori dal mio paese e per farmi capire, per integrarmi, per chiedere dov'è con urgenza il bagno perché senza me la faccio addosso, sono sollecitato dalle sollecitazioni corporali a esprimermi nella... Continua a leggere →
Un premio a cu figghia paroli addutati di patri
“Un populu diventa poviru e servu quannu li paroli nun figghianu paroli e si mancianu tra d'iddi”. Così cantava Ignazio Buttitta, il grande poeta di Bagheria che ha scritto le sue liriche nella lingua madre, dandogli dignità di lingua letteraria, di lingua che esprime l’animo profondo di un popolo, quello siciliano. L’Accademia Teatrale di Sicilia... Continua a leggere →