Letterando in fest, dentro la narrazione

Alla fine non è il libro che ti rimane in testa. O almeno non è solo il libro.

C’è anche il contorno e la sua narrazione che si scrive sotto i tuoi occhi mentre hai le orecchie allo scrittore o alla scrittrice che parlano a un microfono.

Incontri amici che non vedevi da tempo e che hai il piacere di incontrare, amici di altri paesi che si meravigliano di incontrarti, amiche e amici con cui per gioco ti fotografi da lontano per condividere le immagini su Whatsapp e sorridere come i bambini, amici seduti accanto a te e che ti propongono di scrivere a quattro mani la storia di una banda, scrittrici che parlano del modo in cui parlano dei libri sui social, scrittori che parlano di altri scrittori siciliani d’antologia, scrittrici che parlano del siciliano utilizzato come lingua nel loro romanzo pubblicato da una casa editrice non siciliana, il prof di tua figlia al liceo che ti vede e ti abbraccia e ti chiede “come stai?” e tu che lo vorresti chiedere a un’amica ma non lo fai perché la vedi e capisci che non c’è bisogno.

Esperienze. Stimoli. Umanità. Elettricità. Vita. Il mio breve intenso vissuto in un’ora e mezza di Letterando in Fest, ieri sera a Sciacca, alla Badia Grande, nel giorno d’apertura, da semplice spettatore.

Raimondo Moncada

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