Ero a conoscenza delle proprietà curative “di l’acqua di l’occhi”. Ma ignoravo un’usanza, forse dimenticata, ovvero quella di gettare, esprimendo un desiderio, monete dall’alto, da piazza Scandaliato, giù verso il giardino Scandaglia: porta bene, hanno detto, proprio come la fontana di Trevi a Roma.

L’ho appreso facendomi prendere dal racconto dell’amico attore Nicola Puleo, dentro uno degli appuntamenti de Le Vie dei Tesori. Ha parlato di l’acqua di l’occhi che sgorga nel giardino, ce l’ha fatta toccare, ci ha fatto inumidire la faccia come facevano un tempo i marinai con la loro pelle bruciata e con la vista che riprendeva vigore. Ci ha parlato delle monete del desiderio e della vita del cavaliere Francesco Scandaglia, bisnonno dell’attuale proprietario.

È stato un piacere ritornare in questo luogo delle meraviglie, il giardino dei miei amici Calogero Scandaglia e Valentina Vitale. Sono stato accolto, come sempre, come un ospite che entra in una reggia.

E lo è una reggia, il Giardino Scandaglia, con il suo verde, i suoi agrumi, le sue piante che crescono con un odore così intenso da ubriacarti, in un contesto in cui ti arriva forte pure il profumo del mare a due passi e il calore degli ultimi raggi del sole.


Un’esperienza da ripetere, perché terapeutica. L’ho detto a Michele Ruvolo, coordinatore degli eventi de Le Vie dei Tesori, uscendo dalla verde reggia. Mi avrà sentito? Uno spettacolo in tutti i sensi e per tutti i sensi. Sono uscito un altro.
Raimondo Moncada
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